Lunga lievitazione e 90 secondi a 460 gradi
Siamo a Roma: la “capitale del mondo” dicevano i latini, certamente ancora oggi capitale di bellezza, storia e arte. Anche, in alcuni quartieri, roccaforte di sapori partenopei. Come nei pressi di Corso Trieste dove Mario Belcastro, calabrese di nascita, romano di adozione, napoletano di ispirazione, prepara le sue prelibatezze. La sua storia di pizzaiolo inizia giovanissimo nel villaggio turistico di famiglia, il Villaggio Irene. Poi l’apertura (sei anni fa) a Roma, nel mentre anche delle splendide esperienze oltreoceano in Florida, presso il locale di un amico. Mario trova nel suo cuore un posto speciale per ogni città. Quando gli parli capisci subito che è un animo gentile e aperto al mondo.
Che tipo di pizza fai nel tuo locale?
«La mia pizza è una “napoletana evoluta”, nel senso che lo stile è quello della pizza tradizionale di Napoli, ma la lievitazione e la maturazione sono lunghe, almeno 24 ore. Poi sono classico per la cottura, forno a legna, 90 secondi per ogni pizza a 460 gradi».
E le farciture, classiche anche quelle?
«Margherita e Marinara sempre in menu. Ma poi mi ispiro ai prodotti di stagione e cambio lista di farciture periodicamente, ruotiamo le pizze sempre, ogni tre mesi».
Calabrese, domiciliato a Roma, ma scegli la pizza in stile napoletano. Come mai?
«Perché per me la pizza è nata a Napoli. Ovviamente oggi possiamo rendere il prodotto ancora più digeribile. Punto alla qualità. La qualità non solo nell’impasto ma anche nelle farciture. Per il pomodoro uso Cirio Alta Cucina da sempre. Resa incredibile, sapore genuino e poi un servizio impeccabile verso il cliente».
La speranza e il progetto di Mario è portare la sua pizza in un nuovo locale in Florida, vivendo un ponte fra Italia e America. Ci sta lavorando. Noi gli auguriamo di coronare questo sogno.
